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Leghe oro oreficeria: calcolo grammature, caratura e ricette

Il titolo dichiarato di una lega è solo l'inizio. Due leghe 750 gialle possono comportarsi in modo molto diverso sotto laminatoio, in ricottura o in saldatura, a seconda di come sono distribuiti i metalli di lega al loro interno.

Per questo in Maestro Orafo abbiamo costruito un calcolatore che parte dal peso finale e dalla caratura e restituisce automaticamente le grammature di oro fino e di ciascun metallo di lega, con oltre 30 ricette predefinite e la possibilità di salvare le proprie formule.

Aggiornato al 17 aprile 2026

Risposta rapida

Una lega oro si definisce con due numeri: il titolo (750 millesimi = 18kt = 75% di oro fino) e la ricetta colore (come si distribuisce il restante 25% tra rame, argento, palladio o altri metalli). Per produrre 100 g di lega 18kt giallo medio servono 75 g di oro fino e 25 g di metalli di lega, tipicamente ripartiti in circa metà argento e metà rame. Cambiando la ricetta cambiano colore, durezza e comportamento in lavorazione.

Cos'è una lega oro

L'oro puro (999,9 millesimi) è troppo morbido per la maggior parte delle applicazioni orafe: si deforma sotto sollecitazioni modeste, si graffia facilmente e non tiene una pietra in modo affidabile. Per questo in gioielleria si usa quasi sempre oro legato ad altri metalli che ne aumentano durezza, lavorabilità e resistenza.

I metalli di lega principali sono rame, argento, palladio e zinco. Ciascuno porta un contributo specifico: il rame aumenta durezza e vira il colore verso il rosso-rosa, l'argento alleggerisce il tono e aumenta la duttilità, il palladio sbianca la lega e migliora la resistenza, lo zinco agisce come disossidante e facilita il colaggio in fusione. La combinazione di questi elementi, nelle loro proporzioni, determina il carattere finale della lega.

Una lega non definisce quindi solo quanto oro contiene: definisce anche come reagisce al calore, alla deformazione, alla saldatura e alla finitura. Per il laboratorio questo significa che scegliere o preparare una lega non è un passaggio amministrativo ma una scelta tecnica che si ripercuote su tutta la catena produttiva.

Titoli e caratura: come si misura l'oro

Il titolo dell'oro si esprime in due sistemi equivalenti: carati (su base 24) e millesimi (su base 1000). Il carato indica quante parti su 24 sono oro fino; il millesimo quante parti su 1000. In Italia, per l'oggettistica in oro, la marcatura ufficiale è in millesimi.

Carati Millesimi Contenuto oro Uso tipico
24 kt 999 99,9% Oro fino, non lavorabile per gioielleria corrente
22 kt 916 91,6% Comune in alcuni mercati (India, Medio Oriente), morbido
18 kt 750 75,0% Standard diffuso per gioielleria di pregio in Europa
14 kt 585 58,5% Più duro, usato dove serve resistenza (orologeria, sport)
9 kt 375 37,5% Ingresso di fascia, diffuso in UK, qualità inferiore per colore

Il titolo è una dichiarazione di legge e deve essere rispettato con tolleranza minima (la normativa italiana ammette scostamenti molto ridotti, tipicamente pochi millesimi in meno). Un 750 dichiarato che risulta analiticamente 745 non è "quasi 750": è fuori titolo e non può essere marchiato come tale.

Colori e composizione delle leghe oro

All'interno dello stesso titolo si possono ottenere colori molto diversi variando la proporzione tra i metalli di lega. Queste sono le ricette di riferimento per oro 750, espresse in millesimi (su 1000 parti totali):

Colore Oro Argento Rame Altri
Giallo chiaro 750 160 90
Giallo medio 750 125 125
Rosa 750 90 160
Rosso 750 40 210
Bianco palladiato 750 80 170 Pd
Bianco nichelato 750 250 (Ni, Zn, Cu)

Sul bianco nichelato va fatta una precisazione importante: la normativa europea (regolamento REACH, allegato XVII) limita la cessione di nichel negli articoli a contatto prolungato con la pelle. Per questo i laboratori europei oggi preferiscono l'oro bianco palladiato, che sbianca la lega senza rischi di sensibilizzazione cutanea ed è più stabile in saldatura, anche se ha un costo maggiore.

Piccole variazioni nelle percentuali spostano il colore in modo percepibile: un 750 giallo con 130 Ag / 120 Cu è visibilmente diverso da uno con 100 Ag / 150 Cu, anche se il titolo resta identico. Per questo due leghe della stessa caratura di fornitori diversi non sono intercambiabili senza una prova di comportamento. La guida ai fornitori per oreficeria approfondisce i criteri per valutare la costanza di un lotto rispetto al precedente.

Lavorabilità e comportamento in laboratorio

La composizione di una lega non determina solo colore e titolo: determina anche come il materiale si comporta nelle fasi di lavorazione successive alla fusione. Due leghe con lo stesso titolo ma ricette diverse possono avere comportamenti significativamente diversi su aspetti cruciali.

Questi comportamenti sono prevedibili in laboratorio solo se la lega è stata preparata e omogeneizzata correttamente. Una ricottura saltata, un colaggio a temperatura troppo alta o una composizione fuori ricetta possono far sì che la stessa lega si comporti in modo imprevedibile in produzione.

Calcolo pratico della lega e delle grammature

Il calcolo di una lega parte sempre da due dati: peso finale desiderato e titolo. Da questi si ricava la quantità di oro fino necessaria, e per differenza la quantità complessiva di metalli di lega da aggiungere. La ripartizione tra argento, rame e altri metalli dipende dalla ricetta colore scelta.

Oro fino necessario Peso lega × (Titolo / 1000)
Totale metalli di lega Peso lega − Oro fino

Esempio concreto: voglio preparare 50 g di lega 750 giallo medio.

Il calcolo è semplice quando si lavora su pesi tondi. Diventa laborioso e facilmente soggetto a errori quando il peso richiesto è atipico (per esempio 47,3 g), quando si cambia ricetta o quando bisogna ricalcolare al volo in fusione. Sbagliare l'aggiunta di pochi decimi di grammo di rame può portare a un lotto fuori titolo o fuori colore rispetto allo standard del laboratorio.

Un errore di 0,5 g di oro fino su 50 g di lega sposta il titolo di circa 10 millesimi. Abbastanza per far uscire la lega dalla tolleranza ammessa per la marcatura.

Difetti comuni legati alle leghe

Una lega preparata male genera problemi che possono emergere subito in fusione o più avanti, durante la lavorazione o la finitura. I difetti ricorrenti hanno cause tecniche ben identificate.

Porosità da gas. Bolle interne o superficiali nel getto causate da assorbimento di ossigeno, idrogeno o umidità nel bagno fuso. Si previene con atmosfera protetta (argon), temperatura di colaggio corretta e metallo di lega secco e pulito.

Cricche a caldo. Rotture durante il raffreddamento per tensioni termiche non compensate. Più frequenti in leghe ad alto contenuto di rame o con segregazione degli elementi. Si riducono con colaggio in stampo preriscaldato e composizione omogenea.

Segregazione. Distribuzione non uniforme degli elementi nella lega, con zone più ricche o più povere di un metallo. Si manifesta come variazioni di colore o di durezza all'interno dello stesso pezzo. Una ricottura di omogeneizzazione a temperatura controllata, eseguita dopo il colaggio, attenua il problema.

Fragilità intergranulare. La lega si spezza lungo i bordi di grano durante la deformazione. Può essere causata da contaminazione con elementi indesiderati (piombo, stagno, bismuto, anche in tracce) o da ricottura sbagliata. Per questo la pulizia dei crogioli e la separazione dei cascami per titolo sono essenziali.

Colore incoerente tra lotti. Stessa ricetta nominale, ma colore finale diverso. Quasi sempre causato da imprecisione nelle pesate dei singoli elementi, oppure da un metallo di lega di composizione diversa dal dichiarato. In questi casi un controllo sistematico del calo oro tra lotti aiuta a individuare incoerenze di composizione.

Ripetibilità e archivio delle ricette

Uno dei problemi più sottovalutati nei laboratori è la perdita delle ricette storiche. Un laboratorio che in vent'anni ha sviluppato una ricetta personale per un particolare oro rosa, se non l'ha archiviata in modo strutturato, rischia di perderla quando cambia operatore o quando il fornitore dei metalli di lega modifica la composizione del pre-lega. La ripetibilità di una lega dipende da tre condizioni simultanee: ricetta documentata, pesate precise, elementi di lega costanti.

Non solo teoria: un calcolatore che parte dal peso finale

Tutta la teoria sulle leghe serve fino a un certo punto. Nel lavoro quotidiano quello che serve davvero è poter dire "mi servono 47,3 g di oro rosa 585 per questa commessa" e ottenere subito le grammature corrette di oro fino, argento e rame da pesare, senza rifare ogni volta i conti a mano e senza rischi di sbagliare un dosaggio.

Per questo in Maestro Orafo abbiamo costruito un calcolatore che lavora in modo diretto sul problema reale: inserisci il peso finale della lega e la caratura, scegli la ricetta colore, e il sistema restituisce automaticamente le grammature di oro fino e di ciascun metallo di lega. Senza conversioni manuali tra carati e millesimi, senza calcoli proporzionali, senza errori di virgola.

Il calcolatore include oltre 30 ricette predefinite per i titoli più usati (750, 585, 375) nei colori principali, e permette di salvare ricette personali — quelle che ogni laboratorio sviluppa negli anni e che fanno parte del proprio know-how produttivo. Una volta salvata, la ricetta è applicabile a qualsiasi peso finale senza rifare il calcolo da zero.

Quando ogni lega viene calcolata con lo stesso strumento, pesata con la stessa logica e archiviata in modo ordinato, il laboratorio smette di lavorare a sensazione e inizia a produrre in modo ripetibile.

Calcola leghe oro su peso reale, non a memoria

Se ogni volta devi rifare a mano il calcolo delle grammature, convertire carati in millesimi e sperare di non sbagliare le proporzioni, stai perdendo tempo e rischiando errori di titolo. Con Maestro Orafo inserisci peso e caratura, scegli la ricetta e ottieni subito le grammature corrette. Oltre 30 ricette predefinite e spazio per salvare le tue formule.

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Domande frequenti

Quanti grammi di oro fino servono per fare 100 g di lega 18kt?

Per 100 g di lega 18kt (750 millesimi) servono 75 g di oro fino e 25 g di metalli di lega distribuiti secondo la ricetta scelta. Per un 18kt giallo medio, la ripartizione tipica dei 25 g è intorno a 12,5 g di argento e 12,5 g di rame, ma varia in base al colore desiderato.

Qual è la differenza tra carati e millesimi?

I carati esprimono il titolo dell'oro su base 24 (24kt = oro puro). I millesimi lo esprimono su base 1000 (999‰ = oro puro). Conversioni principali: 24kt = 999‰, 22kt = 916‰, 18kt = 750‰, 14kt = 585‰, 9kt = 375‰. In Italia per gioielleria si marca in millesimi.

Perché due leghe 750 gialle possono dare colori diversi?

Il titolo 750 fissa solo la quantità di oro fino (75%). Il restante 25% può essere distribuito in rame e argento con rapporti molto diversi, e ogni rapporto produce un colore differente: più rame vira al caldo/rosa, più argento vira al freddo/verdastro. Cambia anche la durezza e la risposta in lavorazione.

Il nichel si può ancora usare nelle leghe oro bianco in Europa?

La normativa europea limita la cessione di nichel da articoli a contatto prolungato con la pelle (regolamento REACH, allegato XVII). In pratica molti laboratori preferiscono oggi oro bianco palladiato, che sbianca la lega senza i problemi di sensibilizzazione cutanea del nichel ed è più stabile in saldatura.

Cosa serve per calcolare correttamente una lega oro?

Servono tre dati: il titolo desiderato (in carati o millesimi), il peso finale della lega che si vuole ottenere e la ricetta colore. Da questi si ricava la quantità di oro fino e la distribuzione dei metalli di lega. Un calcolatore dedicato riduce errori di dosaggio e garantisce ripetibilità tra lotti.

Quali sono i difetti più frequenti in fusione di leghe oro?

I più comuni sono porosità da gas (inclusione di ossigeno o idrogeno), cricche a caldo per tensioni di raffreddamento, segregazione degli elementi (distribuzione non uniforme) e ossidazione superficiale. La maggior parte si previene con atmosfera protetta, temperatura corretta e omogeneizzazione del bagno prima del colaggio.